Cosa cercano i risparmiatori italiani : sicurezza al primo posto

Diciamoci la verità, per l’Europa a partire dalla crisi del 2008 non c’è stato un periodo di tregua talmente duraturo da permettere agli Italiani di rilassarsi riguardo ai propri risparmi. Le scelte d’investimento del bel paese rispecchiano appieno la condizione di incertezza nel quale versa il vecchio continente da anni e quindi la ricerca di sicurezza è al primo posto dei pensieri dei risparmiatori nostrani. Siamo diventati insicuri, indecisi e molto premurosi riguardo ai nostri investimenti; probabilmente ciò è dovuto a un senso di smarrimento in mercati finanziari tanto volatili e sinceramente poco trasparenti. Tutto ciò unito a un contesto di saggi d’interesse molto bassi ha portato delle conseguenze nello scenario dei mercati molto particolari. Un esempio può essere il ritorno di fiamma per il mattone, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, la tassazione oppressiva e i cali generalizzati dei prezzi una quota crescente di Italiani dichiara di preferire l’investimento in case o immobili commerciali da dare in affitto. Per gli italiani, la casa rappresenta un evergreen essendo il mercato dei beni di investimento più conosciuto, e al quale probabilmente sono più interessati. Il connubio tra la ricerca della sicurezza e il turbolento andamento dei mercati azionari ha creato una certa diffidenza nei confronti dell’investimento in capitale di rischio. Quando si decide di affidarsi ai mercati lo si fa sempre più spesso attraverso il risparmio gestito, si demanda quindi a chi dovrebbe avere maggior competenza e informazioni l’onere di creare rendimento in mercati di fatto asfittici. Purtroppo però i dati sono molto insoddisfacenti riguardo ai fondi gestiti visto che da anni difficilmente riescono a fare meglio dell’indice di riferimento aggravati da costi di struttura e di negoziazione che raramente riescono a recuperare. Come è noto però i mercati trovano sempre nuove soluzioni per attirare investitori, soprattutto ora che abbiamo un’enorme liquidità immessa dai vari interventi di politica monetaria pubblica; questo potrebbe però indurre i vari attori dei mercati ad eccedere nella ricerca del rischio e ad esporsi eccessivamente a nuovi crolli.

(09.08.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)