I risparmi dei "Millenials" : avversi al rischio e liquidi

Quasi la metà dei “millenials”, la generazione nata a cavallo della fine del millennio, percepisce gli investimenti azionari come un rischio molto alto, da evitare.

Sicuramente nel 2008 la più grande crisi dagli inizi del novecento ha portato molta paura anche sui giovani di oggi, spingendoli a preferire di gran lunga la liquidità piuttosto che avere un capitale investito in azioni o obbligazioni.

Non dovrebbe essere così, soprattutto visto che se i giovani detengono più del settanta percento dei loro (pochi) risparmi in liquidità vuol dire che stanno sprecando la più grande risorsa negli investimenti a loro disposizione: il tempo.

Quando si tirano le somme il tempo è più importante di qualsiasi analisi, ricerca o strategia che possiate mettere in atto; la capitalizzazione degli interessi segue un andamento esponenziale proprio legato allo scorrere del tempo.

Prima si inizia a risparmiare, anche poco, e meglio è insomma.

Esistono molti modi per approfittare di questa variabile che, se vogliamo, ci accompagna inesorabilmente nelle nostre vite.

I fondi pensione complementari possono essere utili in qualche modo allo scopo costringendoci di fatto ad accumulare nel tempo i nostri risparmi; anche un buon piano di investimento e un portafoglio conseguente orientato al lungo periodo può aiutarci a vivere meglio il nostro futuro o quello dei nostri figli.

Storicamente sappiamo che gli indici azionari tendono ad ottenere performance maggiori rispetto agli altri comparti se rapportati sul lungo periodo ma siamo anche parimente consapevoli che il futuro è incerto e il mondo finanziario cambia repentinamente le proprie regole.

Non possiamo quindi sapere con certezza se nel lungo periodo l’investimento azionario sarà quello più produttivo ma dobbiamo cercare di diversificarne il rischio anche guardando avanti nel tempo.

In questo caso quindi un allocazione mista del portafoglio potrebbe evitare che evoluzioni impreviste sul mercato dei capitali possano danneggiare il nostro futuro rendimento accumulato.

(04.11.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)