Il rischio dei risparmiatori italiani con le banche tedesche

La settimana scorsa ha portato un po’ di vento di burrasca in particolare per Deutsche Bank ma tutto il comparto bancario europeo è sotto assedio della speculazione internazionale.

Il gigante tedesco non gode di ottima salute, lo sappiamo, dopo la recente batosta giudiziaria e il calo drastico di valore in borsa sta dando qualche preoccupazione ai risparmiatori di mezzo mondo.

In un recente studio il Fondo Monetario Internazionale ha individuato proprio in questo istituto il più grande fattore di rischio sistemico per i mercati a causa della sua fitta connessione con l’economia e la finanza mondiale.

Il mercato dei Credit Default Swap, le assicurazioni contro i fallimenti d’impresa, le assegna una probabilità di fallimento entro l’anno dello 0.5% in confronto a una Montepaschi che si aggira stabilmente sul 9%.

Ricordiamo che gli stress test hanno dato esito positivo sul gigante tedesco e in non pochi analisti continuano ad affermare che i piani economici intrapresi, soprattutto nello smantellare attività improduttive, sono coerenti.

Il dibattito pubblico però verte sempre sul tema del Bail-in o del Bail-out, ovvero se la banca debba, in caso di fallimento, implodere su se stessa o essere sorretta dall’esterno.

Nel primo caso, la via al momento dettata dall’unione Europea, gli azionisti sarebbero i primi a non rivedere il capitale investito insieme agli obbligazionisti dei bond subordinati più rischiosi.

Per gli obbligazionisti cosiddetti “senior” si farebbero valutazioni di decurtazione del capitale mentre correntisti ed investitori in fondi comuni d’investimento non correrebbero problemi in quanto il fondo di garanzia da un lato e la separazione del capitale dall’altro attutirebbero la caduta.

Nel caso si decidesse vista la mole dell’istituto in questione di arginare il dramma attraverso un Bail-out ci sarebbero problemi più che altro a livello politico dopo che per le piccole banche di altri paesi Europei la regola del Bail-in è stata fatta applicare a discapito dei risparmiatori.

Per la maggior parte degli analisti non siamo di fronte ad una nuova Lehman, il tempo ci darà maggior luce sulla vicenda ma certamente qualche risparmiatore preoccupato inizia ad esserci.

(04.10.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)