L'ultimo sussulto dell'oro nero scuote il mondo

Come abbiamo già spiegato in altri articoli non è facile fare previsioni di nessun genere e chi sopravvive per anni azzeccandone molte è sicuramente molto intelligente ma altrettanto sicuramente sta sulla cima di una piramide di analisti, predicatori ed economisti che sono caduti nel percorso.

Anche riguardo al prezzo del greggio la confusione regna sovrana; abbiamo ripreso in mano recentemente un articolo di un famoso quotidiano italiano del 2008 dove Goldman Sachs, la più grande banca d’investimento al mondo, prevedeva un prezzo del petrolio a duecento dollari al barile entro il 2010.

Qualche mese dopo quel triste annuncio il petrolio scambiava a quaranta dollari al barile ed oggi siamo perfino arrivati a toccare i 25 dollari…come potete ben intuire anche avendo a disposizione le migliori informazioni al mondo e i più arguti economisti è arduo prevedere le evoluzioni del nostro stupendo pianeta.

Possiamo però illustrare la situazione. L’Arabia Saudita utilizza da tempo un’aggressiva strategia per fiaccare i propri avversari, e in particolare gli Stati Uniti, abbassando i prezzi del greggio al punto da non renderne più conveniente l’estrazione per questi paesi soprattutto riguardo la nuova frontiera dello “shale oil”.

I prezzi bassi perseguiti dai sauditi sono anche l’arma contro l’Iran, unico gigante dell’area in grado di contrastare la loro egemonia nel Golfo (arabico o persico).

L’Arabia Saudita spera con questa politica di arginare l’ingresso di altri attori sul mercato, ma paga un prezzo piuttosto caro: il paese ha bruciato oltre 70 miliardi di dollari in quindici mesi.

Nel frattempo altri membri dell’Opec come Iran, Iraq e Nigeria, hanno meno spazio di manovra e molti di loro hanno bisogno di un petrolio al di sopra di 120 dollari al barile per evitare il ricorso a tagli drammatici, Venezuela e Russia in primis.

Per finire qualche settimana addietro Goldman Sachs ha rivisto le sue previsioni sul petrolio a 20 dollari al barile…chi ha orecchie per intendere, intenda.

(29.01.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)