La "prima-vera" stagione non agitata dei mercati

Ci scusiamo per il gioco di parole ma ci è sembrato doveroso fare un omaggio a questa primavera di andamenti positivi o perlomeno passabili dei mercati finanziari. Negli ultimi anni infatti le primavere risvegliavano gli animi turbolenti delle borse mettendo le radici per gli scivoloni estivi dovuti a scambi ridotti e movimenti speculativi decisamente ostili. Non è ancora detta l’ultima parola è vero, quest’anno però i presupposti sembrano migliori; a partire dall’andamento delle materie prime arrivando alle buone notizie dal mondo. Nonostante alcuni segnali tecnici poco incoraggianti come una compressione della volatilità pronta ad esplodere, possiamo intanto guardare agli avvenimenti positivi. Per quanto riguarda la Grecia infatti l’Eurogruppo ha dato il via libera allo sblocco di dieci miliardi di euro di nuovi fondi (di cui una prima tranche da 7,5 miliardi verrà erogata il mese prossimo) e ha raggiunto un’intesa condizionata su un alleggerimento del debito nel 2018. Tutto ciò permette al paese Ellenico di traghettarsi indenne sulle scadenze estive e ottenere il consenso del fondo monetario internazionale a partecipare al bailout, ovvero allo “smaltimento” del suo debito. Altre news positive arrivano dal Giappone dove i vertici dei capi di Stato e di governo delle sette principali economie industrializzate hanno affrontato i rischi gravanti sull’economia globale. Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, potrebbe annunciare un posticipo dell’aumento della tassa sulle vendite, l’equivalente della nostra Iva, cercando così di non contrarre un’economia che fatica a riprendere i fasti del secolo scorso. Non per ultimo dobbiamo considerare i dati sul Pil; vengono confermate le stime rispetto alla Spagna dove nel primo trimestre l’economia è cresciuta dello 0,8% su base trimestrale e del 3,4% su base annua, ottimo spunto considerando la situazione di partenza peggiore rispetto al Bel Paese. Nel frattempo l’Italia ha faticosamente ottenuto preziosi margini di manovra per gli stimoli economici nazionali, sperando che sortiscano gli effetti desiderati almeno una battaglia contro l’austera Europa l’abbiamo vinta.

(31.05.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)