Le banche italiane, crisi di fiducia o reale pericolo?

Da inizio anno i maggiori istituti finanziari Italiani hanno perso più della metà del loro valore di borsa e non si vedono al momento prospettive tecniche di miglioramento. Non siamo gli unici è vero, in tutta Europa il settore finanziario sta soffrendo una situazione di stallo politico e soprattutto di prospettive di redditività contenuta dettata dai bassissimi tassi d’interesse. Per questo non stupisce che la fiducia di consumatori ed investitori in questi istituti sia ai minimi storici e le varie iniziative intraprese dai singoli stati non riescano ad arginare il fenomeno. La crisi non riguarda solamente gli istituti più disagiati ma bensì l’intero comparto e se vogliamo il business bancario in generale. Il problema di fondo va oltre infatti alla temporanea situazione sui crediti deteriorati o sulle esposizioni in derivati e colpisce il cuore del sistema puntando i fari sugli utili e sul futuro dell’attività bancaria. In un periodo di tassi incredibilmente bassi infatti i margini si riducono e gli alti costi fissi degli sportelli bancari e delle sedi centrali non riescono a ripagarsi adeguatamente attraverso i servizi offerti. Del resto crediamo che sia proprio l’evoluzione economica a dettare i tempi e i metodi per cambiare l’attività e il modus operandi di questi istituti; la tecnologia sta sostituendo un eccessivo uso di capitale umano non più sostenibile con gli attuali livelli industriali del settore. Anche se al momento dovremmo essere riusciti a traghettare i nostri istituti finanziari attraverso gli Stess Test, sui crediti deteriorati e sul calo di redditività sarà necessaria una riforma importante di tutto il settore economico alla base della finanza per uscire realmente dal pantano. Fino ad ora infatti i bilanci di molte banche sono sopravvissuti sul trading, gestendo l’enorme liquidità a disposizione e guadagnando dal rialzo dei prezzi dei titoli di stato di tutta Europa; anche questo ultimo appiglio però è saltato ed ora i rendiconti economici iniziano a scricchiolare.

(02.08.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)