Parte male il 2016 sui mercati, è ancora la Cina a spaventare

In molti si aspettavano il regalo di Natale, quel rally che alla fine non è arrivato ed anzi la Befana ci sta portando altre brutte notizie legate a filo doppio con gli avvenimenti ben noti al 2015. A dire la verità sia il 2014 che il 2015 avevano fatto registrare a Wall Street un Gennaio negativo che però aveva visto poi riprese anche discrete all’interno dell’anno. Oggi il momento di mercato non è cambiato dall’incertezza di qualche mese fa, il medio oriente continua a spaventare data la sua totale incapacità di trovare soluzioni pacifiche ai conflitti millenari in atto nelle zone. La Cina d’altro canto non porta buone notizie dal punto di vista industriale ed economico anche se abbiamo visto che la trasformazione in economia adulta potrebbe richiedere anche questo rallentamento forzoso. Le conseguenze sono ben chiare ai mercati che “sfiduciano” il 2016 proprio nella sua prima seduta d’apertura, non dobbiamo però spaventarci più di quanto già lo fossimo relativamente agli ultimi mesi dello scorso anno. Le sfide infatti sono ancora tutte attese: le materie prime e le valute emergenti insieme ai comparti aziendali petroliferi e minerari hanno subito forti perdite negli anni addietro e iniziano male anche il 2016 soprattutto riguardo l’esposizione valutaria. Per questo a fronte degli ultimi anni di negoziazioni delle valute dobbiamo ponderare bene il peso dedicato a monete diverse dall’euro in quanto possono coprire per certi versi il nostro portafoglio titoli aumentando però di contro il rischio assunto. Al di là delle sensazioni negative date dall’apertura d’anno bisognerà valutare l’andamento di questi primi scambi su archi temporali più lunghi prendendo le rilevazioni settimanali come base minima di osservazione. Restiamo però all’erta su cambiamenti strutturali dei mercati che potrebbero denotare troppa debolezza e non sarebbero perciò più utili ai risparmiatori. Un grande adagio in finanza è quello che impone al risparmiatore di “comprare tempo” ovvero di ponderare le proprie azioni con la testa invece che con lo stomaco.

(05.01.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)