Più stringente la normativa sulle insolvenze dei mutui

In qualche modo sarà arrivata all’orecchio dei lettori la nuova direttiva Europea in corso di approvazione al Parlamento che mira a snellire il procedimento attraverso il quale dopo sette rate non pagate la banca può porre in vendita l’immobile senza passare da troppe formalità giudiziarie. In realtà il Testo unico bancario italiano già contempla un’azione della banca dopo “sette rate non pagate” o in ogni dopo un periodo di mancati pagamenti superiore a 180 giorni, per cui basterebbe anche una rata non pagata se parliamo di una rata non mensile ma semestrale. Prevedendo inoltre che in questo caso la banca ha diritto a chiedere il rimborso immediato del debito prima di avviare un’azione giudiziale. La nuova norma mira in realtà solamente ad evitare il tempo che intercorre tra l’insolvenza e l’esproprio dell’abitazione; con l’obiettivo è ridurre il numero di sofferenze nei bilanci delle banche europee che ammontano a 1.000 miliardi di euro, il 7,3% del Pil dell’intera area economica. Essa stessa non sarà valida per i mutui stipulati fino ad ora ma potrà essere apposta dall’istituto bancario in quelli a venire. Consideriamo sempre che le Banche non sono istituti pubblici di servizi sociali e per questo motivo dobbiamo essere in grado di relazionarci con loro con pari competenze; eviteremo così di scambiare la vendita di prodotti finanziari siano essi stessi finanziamenti o investimenti come un atto di favore. C’è invece un punto, che è più economico che politico, che andrebbe chiarito ed eventualmente rivisto. Le banche non possono svendere gli immobili, cioè venderli sotto il prezzo limite su cui si tara l’Ufficio di registro al di sotto del quale considera le transazioni tra privati sospette. Rimettere mano a questa norma produrrebbe grandi opportunità per chi volesse acquistare immobili e migliorerebbe di molto i bilanci bancari andando però, forse, ad impattare sulla libera concorrenza tra privati. Liberare il mercato immobiliare da alcuni vincoli normativi potrebbe produrre effetti benefici insperati.

(11.03.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)