Quando le parole contano più dei fatti : il circo dei tassi

Da qualche anno ormai è il mercato obbligazionario a dettare il ritmo di marcia per quanto riguarda tutti gli altri comparti; le evoluzioni rispetto alla solvibilità dei titoli e alle possibili strategie sui tassi di interesse influiscono su materie prime e mercati azionari. Soprattutto per i mercati emergenti e le materie prime ad essi collegati le decisioni sui tassi Usa sono incredibilmente importanti, il governatore della Fed Janet Yellen ha nelle mani una grande responsabilità verso la sostenibilità di questa fragile ripresa economica. Un rialzo dei tassi prematuro infatti potrebbe compromettere l’economia Usa ma soprattutto globale in quanto, in parole povere, stronca le gambe all’inflazione quale motore di crescita. Gli ultimi sviluppi hanno visto dichiarazioni non chiare e come sappiamo l’incertezza non piace ai mercati che vedono nell’indecisione della Fed un indicatore di instabilità e poca decisione. Attualmente i mercati scommettono per il trentotto percento su un intervento a Settembre mentre sono molto più propensi a credere che lo stesso venga rimandato a Dicembre (62% degli operatori). Non crediamo che tutto ciò possa interessare il risparmiatore italiano oltremodo, infatti nonostante le incertezze i mercati emergenti e globali stanno registrando ottime performance soprattutto riguardo i titoli obbligazionari nei paesi in via di sviluppo. Molto spesso si concede troppa importanza alle notizie del momento affidandosi poco alle strategie che veramente possono risultare positive per un investitore che conserva l’ottica di lungo periodo. Può darsi che i mercati obbligazionari abbiano intrapreso una nuova era trasformandosi da mercato del debito in un prototipo di comparto azionario a bassa volatilità. La struttura degli scambi è infatti cambiata e i cassettisti di obbligazioni hanno lasciato spazio a una crescente ondata di trading e scambi dati anche dall’immensa liquidità disponibile, questo può risultare efficiente da un lato ma molto pericolo dall’altro. In fin dei conti si sta giocando con la linfa vitale per le imprese e con i risparmi delle famiglie.

(30.08.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)