Tassi di interessi negativi - parte seconda: altri problemi in vista!

In settimana abbiamo parlato delle implicazioni di un mondo temporaneamente a tassi negativi nei confronti dell’acquisto delle obbligazioni e per la stipula di finanziamenti o mutui. C’è un’altra nota dolente per i risparmiatori e riguarda le commissioni e le spese per l’attività di investimento di ogni genere. Per investire infatti dobbiamo pagare qualcosa, solitamente in misura percentuale rispetto al volume scambiato. Possono essere commissioni di negoziazione, d’ingresso o di gestione dei fondi d’investimento, tunnel d’uscita da polizze, percentuali sulle performance o ancora le varie imposizioni fiscali. In ogni caso questi costi raramente variano al variare dei rendimenti e quindi se ad esempio acquisto un’obbligazione che avrà un rendimento residuo a cinque anni pari all’1% (titolo di stato italiano) e pago lo 0,5% di commissioni di negoziazione il mio rendimento su cinque anni si abbatte in pratica della metà! Se a questo aggiungiamo le imposte arriviamo forse in pari. Lo stesso ragionamento lo facciamo nel momento in cui compriamo quote di fondi d’investimento, soprattutto obbligazionari, che hanno rendimenti ormai molto risicati ma commissioni di gestione elevate. In questo caso potremmo essere fisiologicamente in perdita visto l’attuale livello di tassi d’interesse. Molti fondi d’investimento stanno infatti chiudendo i battenti incapaci di ripagarsi i costi di gestione con tassi d’interesse così bassi; anche sui comparti azionari l’aria non è migliore dato l’aumento della volatilità e l’incertezza cronica che governa i nostri mercati. Ora più che mai quindi dobbiamo considerare l’opportunità di fare attenzione alle spese sia per quanto riguarda le commissioni sui vari conti deposito sia il carico fiscale associato ad ogni strumento finanziario. Verrà un giorno poi in cui l’inflazione inizierà ad alzare la testa e se il nostro portafoglio sarà intrappolato per lungo tempo nella morsa dei tassi nulli potremmo iniziare a soffrire una perdita visibile sui nostri risparmi. Contenere le spese, più che ricercare forzatamente il rendimento, riuscirà a farci evitare di consumare i preziosi risparmi di una vita.

(25.03.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)