La Bussola del Risparmio

rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista

Si avvicinano le valutazioni di fine anno

E’ stato un anno particolarissimo per il globo intero, non fanno eccezione le dinamiche legate all’economia e alla finanza.

Dal punto di vista economico molte aziende sono in difficoltà e il tessuto di piccole e medie imprese è riuscito solo in parte ad assorbire lo shock provocato dall’ondata pandemica.

Ogni crisi porta con se grandi problemi ma anche grandi opportunità di cambiamenti positivi, crisi letteralmente significa incrocio, punto in cui due strade si biforcano e prendono direzioni diverse.

Dal punto di vista finanziario se non ci saranno grandi scossoni ad andare alla fine dell’anno i mercati metteranno a segno un anno a dir poco eccezionale se visto in confronto con i numeri dell’economia reale, per quale motivo?

I mercati guardano avanti, non indietro, e questa è la chiave per interpretarli.

La crisi attuale non è stata provocata da problematiche economiche o finanziarie interne al sistema capitalistico stesso ma un fattore esogeno ne ha comportato la partenza e ne comporterà probabilmente la fine.

In aggiunta pare che il risparmio in questi mesi sia cresciuto in attesa di essere speso di nuovo o investito in strumenti finanziari visto che al momento giace sui conti correnti probabilmente a causa dell’incertezza attuale della situazione.

Per questi motivi i mercati pensano che una volta ripartiti il rimbalzo sull’economia reale sarà notevole soprattutto guardando ai consumi “rimandati” nel tempo ma ci sarà anche una notevole domanda di strumenti finanziari per investire le somme depositate a titolo precauzionale.

L’unico problema che vediamo all’orizzonte non si manifesterà nel breve periodo ma potrebbe diventare dirompente nel medio lungo periodo, si tratta dell’eccessiva mole di liquidità che ha pervaso i mercati stanziata dalle politiche monetarie aggressive prima per risollevare l’economia dalla crisi finanziaria e successivamente per la presente pandemia.

Nella storia grandi ingressi di liquidità hanno portato a momenti inflazionistici notevoli e la quotazione dell’oro sempre sugli scudi fa pensare che anche la situazione attuale potrebbe non essere differente.

Nel frattempo, per quest’anno, almeno finanziariamente ce la stiamo cavando.

Certificati d'investimento e compensazioni fiscali

Chi non ha nel proprio cassetto fiscale delle minusvalenze da compensare?

Il cassetto fiscale è quel luogo non luogo dove la banca tiene traccia di tutte le nostre operazioni di compravendita finanziaria e dove registra gli importi da tassare perché considerati redditi e quelli che invece sono state perdite di denaro.

Queste ultime in taluni casi possono permetterci di non versare imposte sui redditi di altri prodotti finanziari di cui sopra che possono “rubarci” tramite le imposte anche il 26% dei profitti.

Questo processo si chiama compensazione ma può avvenire nei redditi derivanti da strumenti finanziari solamente sui redditi diversi ovvero principalmente quelli che provengono dalla vendita di azioni, obbligazioni o certificati d’investimento se venduti a un prezzo superiore di quello al quale li abbiamo acquistati.

Chiaro che stiamo semplificando la situazione ma ad esempio le cedole delle obbligazioni non concorrono a generare una plusvalenza che sia compensabile con le minusvalenze.

Per questo motivo la finanza creativa ha generato degli strumenti finanziari attraverso i certificati d’investimento pensati proprio per poter compensare queste minusvalenze.

I proventi a qualsiasi titolo derivati dai certificati d’investimento sono redditi diversi e per questo motivo compensabili con eventuali minusvalenze presenti nel cassetto fiscale, sia che si tratti di “cedole” erogate da questi certificati che da aumenti di valore.

Alcuni strumenti sono strutturati proprio per erogare cedole molto alte in modo da aiutare le compensazioni nell’immediato; alcuni istituti finanziari però adottano il metodo della compensazione a termine rimandando l’effetto benefico della fiscalità al termine della vita del certificato o alla sua vendita.

Anche in caso di vendita poi potrebbero compensare subito i profitti e le perdite del singolo strumento e poi andare a intaccare le minusvalenze pregresse.

In linea di massima comunque rimangono strumenti utili per generare proventi compensabili e quindi mantenere intatti i guadagni se abbiamo un cassetto fiscale importante.

Se qualche risparmiatore ha venduto in perdita durante il 2020 questi sono strumenti, spesso anche con coperture del capitale importanti, che possono aiutare nel prossimo 2021.