La Bussola del Risparmio

rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista

Cambio di vento improvviso sui mercati finanziari

L’estate è ormai al giro di boa e mentre molti Italiani si apprestano a partire per la settimana di Ferragosto sui mercati finanziari stiamo assistendo a un rapido cambio di clima.

Durante la stagione estiva si sa che i mercati hanno pochi scambi e sono facilmente influenzabili da notizie, eventi o fatti economici che normalmente avrebbero ben poco rilievo; siamo passati però da un’ambiente confortevole dove i tagli dei tassi Usa potevano permettere ulteriori rialzi nel mondo azionario alla solita diatriba sulla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Negli ultimi giorni i flussi finanziari verso i cosiddetti “porti sicuri” come i titoli di stato Americani sono stati altissimi, non si vedevano quattro giornate di fuga dai mercati e di ricerca di sicurezza come quelle appena passate dal referendum sulla Brexit.

In questo contesto le imprese Usa già gravate da una recessione alle porte potranno probabilmente contare su una politica monetaria espansiva della Banca Centrale Americana che cercherà di spingere l’economia, rallentata anche da dazi e guerre commerciali, abbassando i tassi d’interesse.

L’incertezza sui mercati sta facendo brillare l’oro, il metallo giallo prospera in queste situazioni ed è anch’esso considerato un bene rifugio d’eccellenza.

Come se non bastasse la guerra tra Stati Uniti e Cina si sta spostando dal campo di battaglia puramente commerciale a quello valutario, gli Usa accusano la Cina di abbassare il valore della valuta Cinese per combattere i dazi americani svalutando di fatto il prezzo delle merci in valuta locale.

La Cina d’altro canto nega ogni coinvolgimento nella direzione del prezzo della propria valuta ma è difficile pensare che questa mossa non sia stata fatta appositamente per parare il colpo di una guerra commerciale sempre più aspra.

Molte aziende stanno delocalizzando la produzione passando dalle fabbriche Cinesi ai paesi limitrofi, il Vietnam ad esempio è una delle destinazioni preferite dalle imprese che cercano manodopera a bassi costi per alcuni processi produttivi.

Attenzione quindi alle prossime settimane perché l’ambiente si sta surriscaldando, anche in casa nostra ci saranno sicuramente delle novità sul finire dell’estate e una crisi politica potrebbe innescare l’immancabile speculazione sui titoli di stato Italiani.

Il prossimo "tasso zero" sarà americano?

Il dato di fatto che preoccupa molti investitori e risparmiatori è che ormai circa quindici trilioni di titoli di stato in giro per il mondo hanno rendimenti negativi, questa situazione qualche anno fa sarebbe stata impossibile da immaginare stando alle nostre conoscenze sulla natura umana, sulla propensione al rischio e sui meccanismi dei mercati finanziari e della finanza comportamentale.

In molti paesi Asiatici ed Europei i risparmiatori stanno decidendo di parcheggiare i propri risparmi in investimenti che effettivamente gli costano soldi invece di investire in titoli di rischio come ad esempio le azioni oppure spenderseli nel presente.

Cosa spinge quindi ad accumulare per il futuro una cifra che sappiamo sarà di meno rispetto a quanto potremmo spendere ora? Probabilmente ci attendiamo che in futuro anche con quei soldi in meno che ho messo via sarò in grado di comprare di più perché il mondo avrà attraversato un periodo di crisi e forse di deflazione, ovvero di abbassamento dei prezzi al consumo.

Qualche analista sostiene che un mondo di tassi negativi potrebbe essere il risultato dei processi demografici e tecnologici in atto, serve accumulare meno capitale di rischio per gli investimenti tecnologici e una popolazione più anziana sarà maggiormente incline ad acquistare obbligazionario piuttosto che azioni.

Nel frattempo, tutti i titoli di stato di Svizzera e Germania su tutte le scadenze possibili, anche tra cinquant’anni, restituiscono un interesse negativo e chiedono quindi soldi per poter depositare i risparmi sulle loro obbligazioni.

Il mondo finanziario si sta sicuramente aspettando una recessione, potrà non avere la forma di una crisi finanziaria ma potrebbe estendersi per molto tempo e provocare stagnazione e un lento mercato ribassista che sgonfi i prezzi dei titoli azionari.

In questo contesto cercare rendimenti positivi può essere pericoloso perché rischia di esporre eccessivamente al rischio mentre anche l’investimento azionario può risultare controproducente se ci si aspetta un’imminente recessione economica globale.

Beni rifugio, un’attenta diversificazione e strumenti a capitale garantito che beneficiano sia di possibili rialzi che di possibili ribassi dei mercati possono assicurare ai risparmi un minimo di rendimento in un mondo di tassi a zero correndo il minor numero di rischi possibili.