La Bussola del Risparmio

rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista

Cosa spaventa i mercati finanziari nel 2021

Sempre più persone stanno cercando su Google “bolla finanziaria”, mai così tante a dir la verità nella storia di Internet.

Questa è espressione del fatto che in molti sono consapevoli che le quotazioni azionare sono molto alte e da un momento all’altro la bolla potrebbe scoppiare.

Anche nel 1999, prima della bolla sui titoli tecnologici, in molti avevano l’impressione di esservi all’interno con tutte le scarpe. L’avidità però non fece uscire gli operatori in tempo prima di ritrovarsi nel mezzo della speculazione.

Ci sono diversi fattori che spaventano i mercati finanziari e fanno credere che le attuali quotazioni siano eccessive in confronto con la realtà economica attuale.

In prima battuta il fatto che i tassi d’interesse reali saranno destinati ad alzarsi, cosa che solitamente non fa piacere agli investimenti e quindi alle aziende perché si pagano di più i finanziamenti.

Una grande preoccupazione esogena ai fatti dei mercati sta nella possibilità che altre varianti del Covid, magari resistenti ai vaccini, possano introdursi nella gestione della pandemia e confutare tutti i piani mondiali per la ripartenza economica.

Negli Stati Uniti, il principale mercato mondiale, si stanno alzando anche molte orecchie per cercare di capire di quanto sarà il probabile aumento delle imposte sugli utili delle imprese, cosa che potrebbe non piacere ai mercati anche se storicamente essendo sempre stata associata a periodi floridi non ha mai visto conseguenti cali di mercato.

In ultimo ma non troppo la spinta inflazionistica data dalla carenza di materie prime in seguito alla ripartenza economica mondiale avrà ripercussioni anche sui margini aziendali e quindi sui prezzi al consumo, con una conseguenza nefasta sul potere di acquisto dei cittadini.

Al netto delle preoccupazioni sappiamo però che da molti anni a questa parte le cause di eventuali cali dei mercati o crisi (come quella Covid del 2020) non sono mai state ricomprese nelle maggiori preoccupazioni dichiarate dagli investitori.

Non si sa quindi né cosa né come produrrà la prossima presa di profitto o i prossimi ribassi ma sicuramente una tirata di fiato si sta facendo sempre più necessaria.

Proteggersi dall'inflazione negli Anni '20

Quali sono, da sempre, i beni rifugio per proteggersi dall’inflazione e quindi dalla perdita di potere di acquisto dei propri patrimoni?

Mattone, oro, titoli di stato legati all’inflazione, azioni, materie prime.

Queste le prime che ci vengono in mente alle quali si aggiunge tutto ciò che ha un mercato limitato per natura o il cui valore cresce anche al crescere dell’inflazione.

L’oro, le materie prime, gli immobili di pregio sono limitati e possono quindi conservare la propria valutazione al di là della moneta nella quale vengono acquistati o venduti o di quanto valga quella moneta.

Allo stesso modo il Bitcoin sembra poter provvedere allo stesso ruolo visto che quasi tutta questa valuta digitale è stata “estratta” e quindi si avvicina ad essere un mercato completamente bloccato.

Certo che un Bitcoin che vale circa cinquantamila dollari e che è fondato sul niente potrebbe sempre portare a brutte sorprese; probabilmente il fatto che il mercato sia chiuso e ci sia questa attenzione alle valute digitali manterrà alto il valore ancora per molto ma se le cose dovessero andare diversamente potrebbe rappresentare un problema per i possessori della valuta digitale.

Le azioni dal canto loro sono un buon compromesso in periodi inflazionistici, il valore di un pezzo di un’azienda rimane sempre quello di quel pezzo anche se espresso in una valuta che si svaluta.

Certo sarà opportuno scegliere quel tipo di aziende che possono beneficiare di un intorno economico di spinta verso i rialzi dei prezzi e che siano abbastanza solide da mantenere il proprio valore intatto anche in situazioni difficili.

Diciamo che sembra finita l’era dei conti deposito, dei bond con buoni tassi d’interesse e dei pacchetti obbligazionari con un buon rendimento.

Se così sarà assisteremo a una rotazione notevole sui portafogli degli Italiani che da anni accumulano titoli obbligazionari per la tanto amata cedola.

I dividendi azionari saranno le nuove cedole? Torneranno di moda gli investimenti immobiliari o si guarderà solo alle valute digitali? Accumuleremo ancora oro fisico come durante la crisi sul debito Europeo?

Non lo sappiamo ma la Pandemia potrebbe essere stata talmente forte da cambiare finalmente il corse dell’economia e con essa della finanza globale.