La Bussola del Risparmio

rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista

I ruggenti Anni '20, come nel secolo scorso

Diciamo che i primi mesi del 2021 dal punto di vista dei mercati finanziari ci stanno regalando soddisfazioni.

Il record sull’azionario, sulle materie prime e su tutto ciò che è rischioso (vedasi Bitcoin) si aggiorna costantemente insieme ai record di distribuzione dei vaccini.

Notiamo un grande afflusso di investimenti sui mercati azionari probabilmente provenienti dai mercati monetari, ovvero da quei fondi che investono in strumenti obbligazionari a brevissima scadenza e a bassissimo rendimento.

Questa rotazione è tipica dei momenti di spinta dei mercati, solitamente accompagna un buon momento economico ma al momento lo sta semplicemente anticipando ed anche di un bel po’, lo sfasamento tra l’andamento dei mercati e dell’economia reale è evidente.

Sempre di più l’acceleratore della finanza anticipa l’andamento economico futuro e quindi sta già scontando un boom di ripresa del dopo Covid dovuto alla diffusione primaverile ed estiva dei vaccini, anticipando così tanto l’andamento economico rischiamo però di incappare poi in una situazione di stallo una volta che la ripresa si presenterà veramente.

Preoccupano un po’ alcuni comparti azionari che sembrano eccessivamente sopravvalutati, uno di questi riguarda le quotazioni in borsa delle aziende più piccole che stanno letteralmente facendo impazzire i mercati.

La smania di quotazione e dall’altra parte la smania di acquistare quote di queste aziende, a volte non così solide, solo per avidità può rendere le cose difficili.

A proposito di avidità anche l’andamento del Bitcoin è un tipico esempio del sopravvento dei nostri spiriti animali sulla razionalità, l’avidità in questo caso spinge l’investitore a volere sempre di più o peggio ancora a salire sul carro nel momento in cui ci si accorge che i bulloni delle ruote sono saltati ed esso è lanciato ai cento all’ora verso un burrone.

A parte questi sprazzi di assurdità sui mercati altri comparti sembrano finalmente poter vedere la luce dopo anni di valutazioni basse, i finanziari piuttosto che gli energetici stanno vivendo un momento buono complice la ripresa dei prezzi delle materie prime da un lato e il possibile rialzo dei tassi reali dall’altro.

Rialzo dei tassi d’interesse non sempre va d’accordo con l’azionario ma in questo inizio 2021 non sembra importare a nessuno, forse una buona correzione dei corsi sarà necessaria per raffreddare questi tempi di slanci irrazionali.

Si alzano velocemente i tassi di interesse USA

Attenzione, Attenzione! Dopo anni di appiattimento i tassi d’interesse sui titoli di stato Americano hanno dato un colpo di reni al rialzo notevole.

Il rialzo dei tassi d’interesse che possiamo ottenere investendo sui titoli del tesoro Americani riguarda quasi esclusivamente il breve periodo, non tanto per ragioni legate a crisi momentanee del debito ma piuttosto a prospettive di rialzo dell’inflazione sempre sul breve periodo.

I tassi reali infatti, cioè gli interessi una volta scontata la perdita del potere d’acquisto dovuta all’inflazione, rimangono stabili per ora e questa risalita dei tassi d’interesse non sembra aver compromesso la crescita dei mercati finanziari azionari.

Le azioni infatti normalmente vengono spaventate da una possibile reazione delle Banche Centrali a un rialzo dell’inflazione; un po’ di inflazione è benefica per l’economia ma un’eccessiva spinta inflazionistica riduce drammaticamente il potere d’acquisto delle persone e i risparmi dei cittadini, quindi è da evitare.

Per evitare eccessi inflazionistici di solito le Banche Centrale tendono ad alzare ulteriormente i tassi d’interesse ufficiali provocando però un calo degli investimenti e una reazione avversa dei mercati azionari.

Al momento però queste manovre non sembrano all’orizzonte ed anzi la banca centrale Americana rimane accomodante, motivo per cui i mercati non si preoccupano più di tanto del rialzo dei tassi d’interesse sui titoli Usa, questo potrebbe essere fisiologicamente giusto.

Quello che dobbiamo però monitorare noi investitori sono i riflessi inflazionistici, difficilmente ci troveremo in una situazione di iperinflazione come alcuni analisti paventano ma una ripresa gagliarda della stessa potrebbe far male ai nostri risparmi.

I titoli di debito legati all’inflazione aiutano e sicuramente il comparto azionario rimane attualmente lo strumento migliore per superare i periodi di inflazione, il valore delle aziende rimane quello e la nostra quota di capitale rimarrà stabile.

Il rialzo dei tassi ha fatto defluire anche un po’ di capitale dall’oro, movimentandosi verso le materie prime industriali che reggono meglio in ottica di una ripresa sia economica che inflazionistica.