La Bussola del Risparmio

rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista

Il ritorno dello Spread: tecniche di resistenza al panico

Era scomparso dai radar dei giornalisti e dei blogger Italiani, era ormai dato per defunto sotto i colpi di una politica monetaria ultra espansiva messa in campo dalla Banca Centrale Europea, e invece ritorna prepotentemente a calcare i principali quotidiani Nazionali.

Il differenziale tra i tassi d’interesse erogati sui titoli di debito Italiani e Tedeschi è tornato a farsi sentire soprattutto perché sui primi si è scatenata un’ondata di vendite degna dell’ultima crisi sul debito dei paesi periferici.

Non avremmo potuto avere rendimenti così bassi in eterno, è vero, e difatti anche sui titoli di stato Tedeschi è in atto da qualche tempo un rialzo dei rendimenti che ne sta abbassando il prezzo ma in maniera costante e adeguata al contesto economico in ripresa.

L’effetto sui titoli di stato Italiani non rappresenta invece l’aumento di rendimento corretto dovuto alle rinnovate prospettive di inflazione ma per almeno il cinquanta percento è sintomo di uno stato di panico dei mercati finanziari.

Aumenta cioè il rischio che l’Italia diventi come la Grecia di qualche anno fa, ma è corretto credere sempre e comunque a tutto quello che ci dicono i mercati? Ovvio che un prezzo così basso per il nostro debito pubblico è e sarà un’utopia, dovremmo sicuramente pagare di più per farci prestare i soldi ma d’altro canto neanche siamo un paese talmente disastrato da avere rendimenti maggiori rispetto ad aziende private di piccola capitalizzazione non così sane.

Per questo motivo al di là dei commenti tecnici e politici che si possono fare sulla situazione attuale l’importante è non farsi prendere dal panico, tra gli operatori finanziari c’è chi ha approfittato dello scivolone per mediare il portafoglio obbligazionario ma attenzione che questa tecnica aumenta l’esposizione complessiva sull’Italia.

Quando razionalmente si decide di mediare al ribasso delle posizioni finanziarie conviene programmare ingressi cadenzati in modo da ricomprendere tutto il periodo di crisi di determinati prodotti e non trovarsi senza più liquidità in condizioni di prezzi ancora più favorevoli.

Soprattutto se ci siamo fatti prendere la mano e, spaventati dai recenti avvenimenti politici, abbiamo liquidato tutte le posizioni il consiglio è di non rientrare nello stesso momento con le liquidità ma ingressi sui mercati finanziari in tempi diversi possono ridurre il rischio di sbagliare il timing d’ingresso.

Acquisti finanziari diffusi, l'ultima frontiera dei rendimenti

Siamo convinti che tutto quello che capita a livello economico e finanziario alle economie sviluppate, anche gli eventi che appaiono dannosi o critici, vadano a beneficio comunque del sistema globale.

Quando infatti questi shock colpiscono un sistema così complesso e sviluppato e non lo abbattono del tutto nascono una serie di forme di resistenza e di sviluppo di nuovi mercati che aiutano a creare un diverso modello per il futuro.

Uno di questi nuovi modelli che hanno cercato di affrontare il conflitto d’interesse degli intermediari sia finanziari che immobiliari e nel contempo la mancanza di rendimenti sui rispettivi mercati tratta di un processo di acquisto e prestito diffuso direttamente tra gli utenti.

Sfruttare la tecnologia e il Web per creare un ambiente, una comunità dove chi ha bisogno di credito si incontra direttamente con chi ha surplus di denaro da prestare e dove molti investitori si uniscono per acquistare complessi immobiliari che da soli non sarebbero riusciti ad acquistare.

Per quanto riguarda il mondo finanziario ci sono ambienti digitali dove diversificando il rischio si può decidere di prestare un po’ di risparmio sia ad imprese che ad altri privati cittadini profilati in base al loro livello di rischio.

Non passando da intermediari finanziari i rendimenti sono maggiori, il rischio è chiaramente da identificare e va valutato in base al paniere di debitori che decido di avere; i sistemi diventano però ogni giorno più sviluppati e potremmo andare incontro ad un mondo che in modo bellissimo risponde a uno dei problemi maggiori del nostro tempo, la stretta creditizia verso privati e piccole e medie imprese, con processi innovativi che sono profittevoli per tutti.

Allo stesso modo ci sono società che hanno sviluppato expertise in investimenti immobiliari oltreoceano che raggruppano diversi investitori per acquistare ed affittare immobili di pregio con una discreta profittabilità; anche in questo modo non passando da fondi d’investimento c’è una correlazione diretta tra acquirenti e affittuari e non si disperdono rendimenti inutilmente.

Prima di lanciarsi in questi nuovi investimenti 2.0 dobbiamo appurare bene la realtà che ci permette di investire direttamente i nostri risparmi, devono essere accreditate dalle autorità nazionali e bisogna appurare che abbiano le competenze sufficienti per gestire tutto il processo.