La Bussola del Risparmio

rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista

Come cambiano i mercati in dieci anni

Tutto il mondo finanziario parla delle performance dei mercati azionari ma soprattutto dei cavalli che stanno trainando il gruppo, i titoli tecnologici.

Apple, Amazon e compagni stanno incrementando sempre di più il loro valore azionario ma spesso anche a causa delle medesime aziende che acquistano proprie azioni facendone salire il prezzo.

L’enorme liquidità a disposizione di questi colossi serve infatti infruttuosamente per compiere queste operazioni che possono essere distorsive nel medio periodo.

I mercati però sono strani animali e dipendono da un’economia reale in continua evoluzione, pensate che nel 2006 le 10 imprese più grandi al mondo erano divise tra istituti bancari e aziende energetiche.

Dieci anni dopo tutte queste erano già state scalzate dai primi posti a favore delle aziende tecnologiche che stanno attualmente guidando la classifica, tra dieci anni cosa ci riserverà il futuro?

L’incertezza nel medio periodo sui mercati finanziari è estremamente reale e ci mette nelle condizioni difficili di scegliere tra i nostri investimenti i comparti destinati a salire o a scendere.

Se ad esempio negli ultimi anni avessimo investito in titoli energetici o finanziari anziché in quelli tecnologici avremmo perso molto rendimento mentre se avessimo fortunatamente scelto di investire nei tecnologici anziché sull’indice generale del mercato americano avremmo guadagnato un po’ di più.

Se non vogliamo sbagliare i comparti sui quali investire per il futuro o non abbiamo idea di quali saranno i settori che traineranno i mercati nei prossimi anni è probabilmente meglio scegliere di investire su un indice “generico” che raccoglie quindi i titoli di un mercato finanziario pesandoli per la loro grandezza.

In questo modo saremo sempre investiti maggiormente nelle aziende più grandi che negli ultimi anni hanno trainato i mercati finanziari al rialzo, attenzione però che questa strategia funziona anche con i ribassi, in caso quindi si aggravi la situazione del comparto dominante del mercato non saremo protetti da una sua discesa dei prezzi.

In questo caso una strategia basata su accumuli costanti di capitale sui mercati potrebbe risultare vincente per mitigare questo rischio recondito.

Preoccupazione per la forza dell'Euro

Vogliamo un euro debole o un euro forte? L’Europa dovrà decidere tra la convenienza di una valuta che si apprezza e fa apprezzare il patrimonio di tutto il continente permettendo di importare prodotti e servizi a più buon mercato oppure un Euro più debole che consenta alle imprese Europee di esportare più facilmente le proprie produzioni.

Non è facile stabilire da che parte stare per chi prende le decisioni di politica monetaria e a volte la decisione non dipende direttamente dalle politiche interne Europee ma dalle azioni della controparte, che siano gli Stati Uniti per il valore del dollaro o altri paesi per le proprie valute.

Il rapporto di cambio che preoccupa maggiormente i politici europei è ovviamente quello tra Euro e Dollaro dove il secondo ha una massa talmente alta di scambi mondiali che è difficile “spostarne” il valore a proprio piacimento.

Gli unici che possono impegnarsi in questa battaglia sul rapporto di cambio sono da un lato l’amministrazione centrale americana e dall’altro l’Europa intera unita e compatta.

Negli ultimi tempi vista la quantità spropositata di moneta che gli Usa hanno messo in campo contro la crisi economica del Coronavirus il dollaro si è deprezzato contro la valuta unica Europea e questo ha messo in allarme i nostri amministratori.

Cosa possiamo fare noi piccoli investitori? Su risparmi abbastanza elevati può essere conveniente detenere una parte del propri investimenti in dollari americani, considerati da sempre valuta forte ma soprattutto bene rifugio in caso di crisi.

Accumulare posizioni durante il ribasso del dollaro può portare benefici se il trend secolare di apprezzamento di quest’ultimo sull’euro continuerà in futuro.

Certo teniamo conto che l’America al momento non è un paese privo di rischi, le elezioni alle porte e le manifestazioni di questo mese con tutti gli annessi e connessi stanno rilevando un paese spaccato e dove in alcuni casi si perde il controllo dei propri cittadini.

Le elezioni di novembre saranno decisive e tutto l’iter per arrivarci non sarà una passeggiata per i mercati finanziari che reagiranno prontamente ad ogni cambio di scenario.