BTP Futura: emissione per i risparmiatori

Il Governo ha deciso di finanziare una parte della ripartenza economica accorrendo al debito pubblico, attraverso un’emissione di un Buono del tesoro poliennale raccoglie risorse direttamente dai cittadini assicurando in cambio un’emissione riservata ai risparmiatori.

Il fatto di riservare la possibilità di acquisto di questi titoli ai soli privati cittadini ha sicuramente dei risvolti positivi, frammentando il possesso delle obbligazioni e affidandole a persone che sono meno reattive ai cambiamenti dei mercati finanziari rispetto agli investitori istituzionali l’emissione potrà probabilmente contare su una maggiore stabilità dei prezzi.

Essendo meno esposti ad attacchi speculativi i Btp futura portano già un vantaggio effettivo rispetto ai titoli di pari scadenza immessi su un mercato.

Il flusso cedolare prospettico è abbastanza basso visto che al momento attuale i rendimenti Italiani si sono ripresi dopo l’ottovolante della crisi scaturita dall’attuale pandemia.

L’emissione e chi la acquista punta sulla rivalutazione finale del capitale investito che erogherà un premio di fedeltà pari all’uno percento maggiorato sino ai tre punti percentuali in caso di un aumento determinato del PIL.

Questo significa che parte considerevole del rendimento sarà legato ai prossimi dieci anni economici dell’Italia, ben sapendo che gli scorsi dieci non hanno restituito al Bel Paese quanto tolto durante l’ultima crisi economica.

L’emissione appare ben pensata anche se il momento è chiaramente rischioso visto che il rendimento atteso del debito pubblico Italiano è molto basso a significare che la possibilità di ulteriori ribassi dei prezzi è maggiore, allo stato attuale, rispetto a possibili rialzi.

Di fronte a una Pandemia della quale non conosciamo gli sviluppi il rischio di una più profonda crisi economica c’è ed è consistente, visto il periodo un consumatore potrebbe considerare un piano di accumulo anche su questo genere di titoli obbligazionari in modo da mediare eventuali ribassi dei prezzi ed ottenere rendimenti più alti.

Altra preoccupazione riguarda l’aggancio al Pil nominale del premio finale, esistono infatti altri strumenti sempre italiani che coprono dal rischio inflazione.

(08.07.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)