Chi beneficia dalla nuova Presidenza USA?

Ci vorrà tempo per arrivare alla piena normalità delle cose ma molti si stanno interrogando rispetto alle aziende che potranno beneficiare in misura maggiore del cambio di presidenza statunitense.

Sicuramente la gestione della politica doganale Statunitense sarà rivista e i dazi messi a punto dall’amministrazione Trump contro molte aziende europee potranno essere ridimensionati.

Se si abbassano le imposte da versare per esportare prodotti negli Stati Uniti i primi a beneficiarne potranno essere quei settori colpiti dagli stessi in epoca passata, aziende con forte vocazione all’internazionalizzazione e ai mercati esteri.

Anche la Cina e le sue imprese potrebbero riscattarsi dai numerosi attacchi inflitti durante la presidenza Trump, il processo di delocalizzazione che è però partito e prevede lo spostamento di alcuni settori produttivi nei paesi limitrofi cinesi (Vietnam, Cambogia) non si arresterà e proseguirà.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti le aziende del settore petrolifero come quelle dell’altra grande Lobby americana delle armi da fuoco potrebbero subire qualche contraccolpo anche se Biden sarà un presidente moderato e potrebbe quindi risparmiare pesanti normative su queste industrie pur sostenendo una politica di cambiamento soprattutto dal punto di vista climatico.

Al contrario se l’intento del nuovo premier sarà quello di aumentare la spesa pubblica con l’ottica di rilanciare l’economia e i consumi dopo questa sosta pandemica molte grandi e piccole imprese del settore costruzioni potrebbero beneficiare di questa spinta “dall’alto”.

Stabilità e pacatezza aiuteranno poi i mercati in generale che hanno visto un periodo di quattro anni dove la volatilità dei Twitter presidenziali era ben maggiore di quella del Vix, l’indice di volatilità dei mercati finanziari.

Sappiamo infatti che alle borse, sia per quanto riguarda le azioni che per le obbligazioni, piace la stabilità e la continuità mentre mal accolgono l’incertezza.

Il cambio di politica fiscale potrebbe invece svantaggiare alcune industrie, soprattutto le tecnologiche, che negli anni di Trump hanno guadagnato somme immense dai risparmi fiscali re-investiti nella propria azienda col fine di far accrescere maggiormente il valore delle azioni, a dirla tutta un po’ artificialmente.

(13.11.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)