Come sostituire il ruolo delle obbligazioni nei portafogli

Siamo in un mondo di tassi negativi, rassegniamoci.

Ammetto che dopo la crisi finanziaria mondiale del 2008 e dopo la crisi del debito Europeo, intravedendo una ripresa economica stabile, in molti abbiamo pensato a un futuro di normale e fisiologico rialzo dei tassi d’interesse unitamente a maggior inflazione.

Purtroppo il mondo ha deciso diversamente e complice la mini-crisi dei mercati nel 2018 e la pandemia mondiale del 2020 le politiche monetarie su scala mondiale sembrano orientate a mantenere artificialmente i tassi d’interesse bassissimi per lungo tempo.

Ridendo e scherzando sono quasi dieci anni che i tassi d’interesse e l’inflazione sono schiacciati a livelli mai visti così bassi, chi ipotizzava un “new normal”, un mondo nel quale fosse normale un appiattimento della curva dei tassi e pochissima inflazione ha azzeccato le previsioni, almeno per il momento.

In tutto questo intorno finanziario chi subisce maggiormente il colpo sono le obbligazioni, a parte qualche sprazzo di occasioni determinate da momenti speculativi sui mercati finanziari non si riesce a comprare un titolo mediamente solido che restituisca un rendimento decente.

Ormai la maggior parte dei titoli di stato mondiali restituisce un interesse negativo e gran parte delle obbligazioni in quasi tutti i periodi dell’anno si comprano con interessi ridicoli che spesso non coprono neanche la poca inflazione presente sui mercati reali.

Visto che le obbligazioni costituivano circa dal cinquanta all’ottanta percento dei portafogli degli Italiani, come possiamo sostituire un prodotto finanziario che assicurava un rendimento fisso, stabilità relativa in caso di ribassi dei mercati e diversificazione d’investimento?

Ovviamente non esiste una risposta certa ma sicuramente sappiamo cosa non dobbiamo fare.

Non dobbiamo comprare fondi o Etf i cui costi sono così alti che il rendimento così basso delle obbligazioni in essi contenute non riuscirà mai a generare un ritorno positivo, non dobbiamo comunque concentrare i risparmi in pochi titoli e non dobbiamo cercare rendimento a tutti i costi pagando troppo titoli molto rischiosi.

Esiste qualche alternativa: certificati di investimento a protezione totale del capitale oppure alzare il livello di liquidità cercando qualche rendimento in conti correnti vincolati che ancora in qualche caso restituiscono qualcosa e sono contro garantiti dal fondo Europeo.

(20.11.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)