Gli strani rapporti tra Cina e USA

La Cina si appresta ad essere l’unico paese al mondo a concludere il 2020 con un andamento positivo dell’economia, il gigante asiatico ha ripreso a marciare subito dopo i mesi di chiusure e da allora non ha mai smesso. Quello che sorprende però è che dopo anni di guerra commerciale tra i due paesi gli scambi si sono intensificati anziché ridursi. Lo stesso Trump che millantava l’appartenenza Usa e la volontà di far lavorare soprattutto le industrie americane riforniva la propria campagna elettorale con gadget acquistati dalle tante industrie Cinesi che si occupano di queste merci. Paradossalmente anche i contributi erogati alle famiglie Americane in difficoltà, gli stimoli per riprendersi dalla pandemia, sono finiti in parte nei bilanci delle imprese Cinesi. Queste ultime infatti tramite Amazon hanno percepito fin da subito le disponibilità delle famiglie statunitensi ed hanno incrementato i loro affari soprattutto sui beni di largo consumo come scarpe da ginnastica, abbigliamento o oggettistica per la casa. Ormai non possiamo tornare indietro su certe dinamiche e i rapporti tra i due contender globali sono molto più intrecciati di quanto si possa apprendere dai rapporti superficiali. Il loro impatto sul mondo finanziario poi è molto consistente: recentemente la Cina ha convocato i manager delle più grandi imprese del paese chiedendo molto fermamente di evitare di accumulare scorte di materie prime industriali per non far salire eccessivamente il loro prezzo. Dopo questo annuncio il rame e l’alluminio hanno perso oltre un punto percentuale, segno di come le dinamiche economiche Cinesi influenzino tutto il mondo. Lo stesso rame e lo stesso alluminio vengono acquistati anche dalle imprese Italiane che subiscono in questo caso i prezzi determinati a livello globale. Le nostre imprese si possono premunire acquistando dei contratti finanziari per fissare il prezzo delle materie prime ma questi sono molto complessi e la maggior parte del tessuto industriale del Bel Paese è composto da piccole aziende famigliari dove non ci sono le conoscenze per muoversi su questi pericolosi mercati finanziari.

(02.06.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)