Il peso della Cina sull'economia mondiale

Tutto chiuso, la soluzione per arginare uno dei virus peggiori del secolo passa da quarantene e chiusure eccezionali di negozi, industrie o intere città come è avvenuto proprio in Cina.

In effetti la strategia sta iniziando a dare i suoi frutti, i contagi sono usciti dall’accelerazione esponenziale e nei paesi che non siano il gigante asiatico stanno “rallentando”.

Che effetti ci saranno realmente sul tessuto economico? Nell’articolo della scorsa settimana abbiamo invitato a non cadere nella tentazione di cedere al panico soprattutto per chi ha necessariamente una visione d’investimento di lungo periodo che proprio nel momento attuale potrebbe invece regalare opportunità nei settori maggiormente colpiti da questa improvvisa frenata “virulenta”.

Nessuno sa al momento stimare gli effetti sull’economia mondiale, c’è qualche esperto che ipotizza un calo del Pil Cinese di 0,5 punti percentuali, un calo del Pil dei paesi asiatici tra lo 0,1 e lo 0,5 mentre per gli altri paesi del globo si tratta comunque di variazioni inferiori.

Qualcuno ipotizza anche che alcuni paesi potrebbero beneficiare della chiusura delle attività in Cina, ad esempio una nazione come la Turchia si stima essere una delle contendenti alla palma di alter ego Cinese su molte produzioni di base.

Il peso Cinese sull’economia mondiale si sente molto di più di quando diciassette anni fa subimmo un’altra ondata virulenta proveniente da questa nazione, la Sars.

Rispetto a quei tempi la Cina di oggi consuma più della metà della produzione mondiale di acciaio, rame, alluminio, nickel, zinco e ferro oltre a un’alta percentuale mondiale di petrolio ed altri materiali industriali.

Tutti questi materiali hanno subito un tracollo nei prezzi, ovviamente, e la sensazione è che la ripresa non sarà istantanea se non magari per l’oro nero la cui produzione potrà essere facilmente oggetto di tagli da parte dell’Opec per garantire un prezzo al barile sufficientemente alto per coprire i prezzi di estrazione.

Ogni disgrazia a volte accompagna però anche delle opportunità, purtroppo il mondo è fatto così e non ci possiamo fare niente. Chi avrà il coraggio di approfittare dei momenti di panico eccessivo dei mercati potrebbe fare una buona scelta per il medio o lungo periodo, adesso come sempre le emozioni non fanno bene ai risparmi.

(14.02.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)