"Ipercomprato": cosa significa questa misura?

Timing, nella vita spesso bisogna averne molto vista l’estrema accelerazione che ha avuto il mondo contemporaneo e la realtà nella quale viviamo tutti i giorni.

Le grandi menti di Google Idea stimano che l’uomo non riesca più ad adattarsi alla velocità dei cambiamenti tecnologici in atto, le macchine e la tecnologia insomma corrono più della nostra abilità di dominarla, almeno per quanto riguarda noi persone comuni.

Anche i mercati finanziari rispondono ormai alle logiche contemporanee visto che hanno accelerato la loro velocità di cambiamento e direzionalità, i cicli all’interno del rally decennale partito all’indomani della crisi del 2007-2008 si stanno facendo sempre più rapidi e il timing d’ingresso sui mercati è sempre più difficile per i risparmiatori.

Molte volte abbiamo detto che in realtà nel lungo periodo il timing d’ingresso è piuttosto inutile o meglio se cerchiamo a tutti i costi di seguirlo rischiamo di fare il contrario e comprare sui massimi per vendere sui minimi.

Anche i piani di accumulo possono aiutare ad ammortizzare ingressi effettuati in momenti di picco dei mercati, comprando un po’ alla volta riusciamo a bilanciare il nostro prezzo e a non preoccuparci minimamente del timing d’ingresso, l’abbiamo già deciso infatti in partenza.

Esiste però anche un indicatore che ci dice se un mercato, soprattutto azionario, in quel momento preciso risulta essere sopravvalutato o sottovalutato; questi indicatori si dicono comunemente di ipercomprato o ipervenduto.

Significa che rispetto alle medie storiche e al volume di azioni scambiate in quel momento la maggior parte delle azioni di un mercato è stato comprato in apprezzamento o viceversa è stato venduto in deprezzamento.

Di fatto è un termometro che ci dice che la temperatura è salita troppo e probabilmente si sgonfierà oppure è scesa troppo e non rispecchia più i valori economici effettivi delle azioni in questione.

Nel momento attuale i mercati Americani sono in Ipercomprato, stando così le cose statisticamente quei mercati hanno bisogno di una pausa nelle settimane successive al verificarsi di questa casistica, chiaramente gli investitori di lungo periodo o di piani di accumulo se ne preoccupano relativamente.

(27.01.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)