L'Italia sempre in coda, autolesionismo finanziario

Sperando che ormai tutto si sia risolto non possiamo non constatare il solito pessimo tempismo con il quale l’Italia o meglio i suoi governanti decidono di iniziare una crisi politica.

Nella vita si incontrano spesso uomini e donne che non guardano in faccia a nessuno pur di fare i loro interessi, speriamo che il caso non sia questo ma il momento di difficoltà che le persone stanno vivendo chiuse in casa, con le attività in precario equilibrio, non merita una crisi di governo.

Non merita una crisi che si aggiunga alla situazione alienante che uomini e donne che non siedono nei palazzi stanno vivendo tutti i giorni; non meritano una crisi i risparmi degli Italiani che faticano a mettersi via qualche soldo.

Non sarà possibile finanziarsi a livello Europeo rinunciando ai fondi messi a disposizione ora, crolleremmo in una valanga speculativa dalla quale non potremmo riuscire a rialzarci.

L’opportunità è enorme, le possibilità di spendere bene questi soldi per innovazione, sostenibilità, istruzione, sanità e sviluppo ecocompatibile non vanno buttate al vento.

L’illusione che tutto si risolva senza che ci rimbocchiamo le maniche e iniziamo a ricostruire e a ripensare il nostro futuro è folle, dobbiamo abituarci all’idea che sfruttare questa grandissima opportunità richiede uno sforzo notevole che dovrà però partire in primis da chi si è preso l’onere e l’onore di governare e non solo di attaccarsi alla poltrona e ai propri interessi.

Detto ciò a noi risparmiatori e cittadini la questione riguarda sotto molti punti di vista: la forza del nostro capitale umano di produrre reddito dipende anche dall’intorno economico in cui viviamo, la capacità di far fruttare i nostri risparmi dipende dalla stabilità del sistema finanziario del paese in cui viviamo.

Vero è che si potrebbe sempre trovare l’escamotage per superare un’eventuale crisi speculativi sull’Italia ma non ne abbiamo forse la forza per l’ennesima prova di coraggio, per l’ennesima dismissione dei Btp e l’acquisto di valuta forte per proteggere i portafogli.

Questa prospettiva non ci aggrada, speravamo di poter iniziare ad investire sulle imprese gioiello italiane che hanno bisogno di liquidità per ripartire e mostrare al mondo quanto il made in Italy in diversi campi sia ancora all’avanguardia.

(05.02.2021)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)