Tutti pazzi per le SPAC, la nuova speculazione

Le chiamano le società da “assegno in bianco”, raccolgono denaro dagli investitori attraverso una quotazione in borsa e poi si fondono con un’azienda non quotata, che di fatto entra a Wall Street evitando l’offerta pubblica iniziale per la stessa più onerosa e soggetta a controlli.

Sono di fatto delle società di investimento dove i risparmiatori mettono del denaro senza sapere dove questa investirà, quando la Spac avrà scelto su quali business investire deciderà come investire il denaro ricevuto.

Questo ci ricorda molto l’esperienza vissuta nel 2008 con le Cdo, le obbligazioni che racchiudevano i mutui sub-prime americani e vennero spacciate a mezzo mondo come l’investimento del secolo rivelandosi poi la miccia che distrusse l’allora sistema finanziario globale.

Parliamo di una bolla che può esplodere da un momento all’altro? Non ancora probabilmente ma di certo non possiamo ignorare che quando in borsa si cercano rendimenti a tutti i costi attraverso operazioni poco pulite o molto rischiose stiamo arrivando a un punto di non ritorno.

Un vecchio adagio di Wall Street dice che il momento adatto per uscire dai mercati è quando anche i lustrascarpe della City ti consigliano su quali investimenti rischiare; portata nel nostro tempo studenti universitari che puntano tutto sulle Spac per ripagarsi il debito universitario possono sembrare situazioni molto simili a quelle dei lustrascarpe di un tempo.

Di fronte a nuovi investimenti e a promesse di rendimenti molto alti stiamo attenti e ponderiamo le scelte strategiche, in Italia abbiamo subito ad esempio le avventure dei diamanti, spacciati come investimenti sicuri e rivelatisi una vera e propria truffa con tanto di azioni legali ancora in corso.

Le regole principali sono sempre le stesse: investiamo solo su strumenti e mercati finanziari che siamo in grado di comprendere quando ce li spiegano, diversifichiamo e stiamo attenti a quanto rischio possiamo sopportare e può sopportare il nostro portafoglio di risparmio.

La pandemia non è ancora finita e siamo ben lontani dall’aver allontanato lo spettro di una recessione più lunga del previsto, anche i mercati potrebbero risentirne, agiamo con prudenza.

(19.10.2020)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)