Cosa cambia con il Bail-In per i risparmiatori italiani

Difficile dirlo in due parole, cos’è mai questo “Bail in”? Innanzitutto diciamo che riguarda principalmente gli istituti bancari ed è un procedimento di risoluzione delle loro crisi.

In pratica quando un istituto bancario non è più né economicamente né finanziariamente sostenibile fallisce; semplifichiamo ovviamente i concetti per arrivare al sodo, a quello che interessa i portafogli dei risparmiatori.

Quando qualcuno fallisce non ripaga i propri debiti o, quantomeno, non li ripaga integralmente.

Detto ciò mentre un tempo lo Stato accorreva in aiuto di questi istituti finanziari in difficoltà coprendo di fatto le loro obbligazioni verso risparmiatori, imprese ed altre banche, da quest’anno le crisi dovranno essere risolte all’interno della banca stessa.

Questo significa che tutti i prestiti che facciamo all’istituto bancario in questione non assistiti da garanzie potrebbero subire una decurtazione e quindi potrei non rivederli più.

Come sempre ricordiamo che ogni investimento è soggetto al rischio di non rivedere i soldi che ho prestato; a seconda delle valutazioni economiche e finanziarie del soggetto a cui presto i miei soldi riceverò un rendimento più o meno alto a misura del rischio che corro.

Vi sono diversi gradi di rischio che si possono assumere prestando denaro tramite strumenti finanziari e partono generalmente dalle azioni, le più rischiose in quanto partecipazioni di fatto al capitale, passando per le obbligazioni con vari gradi di subordinazione e arrivando ai conti correnti e conti deposito.

Questi ultimi solitamente sono tra i meno rischiosi in quanto sino a 100.000 euro di conto corrente o conto deposito per singolo codice fiscale quasi tutti gli istituti di credito sono assistiti dal fondo di garanzia sui depositi che in caso di tracolli bancari coprirà le perdite solo sino a quell’ammontare.

Per il risparmiatore cambia poco, a nostro modo di vedere, che si parli di Bail In o Bail Out; comunque e in ogni caso si deve considerare il rischio derivante dagli investimenti non coperti da garanzia al massimo dei suoi possibili sviluppi e quindi con il possibile coinvolgimento di una crisi dell’istituto di credito.

(24.11.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)