Demografia e distribuzione del reddito, la vera crisi

Abbiamo parlato la settimana scorsa di un futuro probabile di bassi tassi di crescita uniti a un inflazione altrettanto scarsa. Una delle variabili economiche più importanti è però il cosiddetto capitale umano; spesso e giustamente sfugge alla quantificazione di dati economici in quanto per sua natura difficile da valutare. Il capitale umano è la vera forza di una Nazione e di un economia; la capacità delle persone di produrre reddito, di vivere e migliorare il proprio ambiente sociale e di farlo insieme ad altre persone è alla base dello sviluppo sociale. Il capitale umano si lega indissolubilmente con la salute demografica di un paese, ovvero la sua composizione in termini di popolazione attiva e di età. Come tutti sappiamo i paesi occidentali invecchiano, la famosa de-crescita avviene in primis nella popolazione e se non fossimo sorretti dai flussi migratori invecchieremmo ancora più rapidamente; questo è un passaggio normale in un economia adulta ma bisogna affrontarlo. Bassi tassi di crescita della popolazione e bassa crescita economica aumentano l’incidenza dei capitali accumulati negli anni addietro rispetto alla dinamica dei redditi e quindi aumentano le disuguaglianze all’interno di un paese. Disuguaglianza significa ritardare lo sviluppo di quel capitale umano di cui parlavamo prima e aumentare la crisi sociale distruggendo valore anziché crearlo; questo è uno degli aspetti che bisogna valutare in un paese prima di ogni criterio economico. Il ragionamento economico combacia con quello finanziario: investire non solo guardando i dati economici diventa fondamentale quando essi sono sostanzialmente equiparabili. Ciò che cambia il futuro di un’economia e di un mercato sono gli aspetti qualitativi, essi incideranno prima sui prezzi di quanto crediate. Non ci scorderemo mai di dirlo ma in questi momenti più che mai la selezione accurata dei piccoli segmenti d’investimento farà la differenza sulla remunerazione dei propri risparmi, imparare a scegliere con razionalità e criterio deve essere un dogma per il risparmiatore.

(12.08.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)