Derivati finanziari, bombe ad orologeria per tutti

Fa sorridere che i primi utilizzatori di strumenti assimilabili ai derivati siano stati gli antichi Greci, evidentemente questi prodotti scaturiscono da un esigenza legata alle società commerciali. Si narra infatti di Talete di Mileto che fece una fortuna acquistando diritti d’opzione sulla produzione di numerosi frantoi, oppure di commercianti romani che già stabilivano attraverso dei rudimentali contratti “futures” i prezzi del grano. Questa conclamata necessità ha portato a uno sviluppo talmente sofistico dei derivati finanziari che ormai la nostra società ne è pervasa, si può dire anzi che fatto cento il valore totale del mondo intero esistano derivati finanziari per valore di nove volte tanto in giro per il nostro pianeta. In realtà questo non è di per se preoccupante a prescindere, dipende sempre dall’uso che si fa degli strumenti e soprattutto dalla loro conoscenza nel momento in cui a sottoscriverli sono i singoli cittadini attraverso il risparmio o con aziende di ogni dimensione. Le tipologie e le criticità di questi contratti sono infinite, l’utilità per noi è sapere come riconoscerli; per quanto riguarda i singoli risparmiatori quando acquistiamo uno strumento finanziario dovremmo essere in grado di comprenderlo, se avete dei dubbi sui possibili sviluppi lasciate perdere. Per quanto riguarda gli imprenditori il gioco si fa un po’ più complicato, esistono strumenti quali la centrale rischi bancaria o la centrale rischi banca d’Italia che aiutano ad individuarli se sottoscritti in passato; in linea di massima conviene comunque passare in rassegna tutti i contratti di finanziamento, leasing, concessione del credito per valutarli. I derivati utilizzati negli investimenti sono di per se speculativi e quindi accompagnati da una certa dose di rischio; quelli al servizio delle imprese, o legati a contratti di mutuo, dovrebbero essere di copertura da rischi avversi (tassi d’interesse, valute) e non speculativi. Nel momento in cui per svariate ragioni essi diventassero solamente di carattere speculativo aumenterebbero il rischio di chi l’ha sottoscritto di subire un danno monetario grave e per questo la posizione sarebbe da riconsiderare.

(14.05.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)