Europa : storna o riparte la cavalcata primaverile?

In settimana abbiamo assistito al rilascio di importanti indicatori economici che hanno tenuto acceso il dibattito sull’evoluzione Europea. Al di là dei dati molto sorprendenti, in positivo, sulla fiducia di imprenditori e consumatori e nonostante le baruffe sui primi output riguardanti le politiche del lavoro, vi sono altre sorprese positive che hanno contribuito a tenere alto anche il morale dei mercati. Senza buone nuove infatti a questo punto è legittimo attendersi uno storno dai mercati che da inizio anno hanno corso a velocità incredibili, mi riferisco in particolare a quello Europeo e ad alcuni paesi emergenti. Uno stop temporaneo però, come sappiamo, non fa primavera e le basi economiche per calibrare i propri investimenti sui mercati rimangono le stesse di prima; l’alto potenziale legato all’Europa rimarrebbe comunque intatto e darebbe la possibilità a chi è rimasto ai margini dei mercati di entrare con prezzi più abbordabili degli attuali. Parlando di indicatori: il primo riguarda l’incremento eccezionale dei consumi al dettaglio dell’area euro nell’ultimo anno, indicatore in contrasto con le rilevazioni di stagnazione del Pil composito. E’ chiaro che molti fattori influenzano questa voce quali ad esempio la deflazione in alcuni paesi, la capacità di venire pagati per l'indebitarsi di altri paesi (Germania) o ancora la ripresa di consumi essenziali prima dei voluttuari. Altra sorpresa interessante della settimana è stata la prima risalita nell’erogazione di credito alle imprese non finanziarie dal 2011 ad oggi! Un timido segnale di volontà da parte degli imprenditori di ricorrere al debito, magari per rilanciare investimenti o comunque mantenere viva l’attività. Questo dato si integra perfettamente con i segnali di fiducia dati dagli imprenditori e fa ben sperare per un miglioramento a breve della situazione economica. Al di là di momentanei, brevi e sporadici scivoloni che possono e devono interrompere percorsi positivi sia economici che finanziari dei mercati, i segnali sulla vecchia Europa appaiono discreti e complice Euro debole ed energia a basso costo dobbiamo approfittarne per ripartire.

07.04.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)