Gli effetti di una parola : la Fed, paziente, cambia strada

Quando le parole feriscono più della spada: basta poco per creare scompiglio sui mercati finanziari e in certi casi serve proprio anche una sola parola, in questo caso paziente. La banca centrale americana ha infatti tolto l’appellativo “paziente” dalla descrizione della propria politica monetaria facendo intendere che, seppur senza scadere nell’impazienza, si aprirà a un futuro possibile rialzo dei tassi di interesse Usa. Da un punto di vista di teoria economica risulta del tutto normale che una banca centrale operi sui tassi di interesse per regolare l’inflazione e stabilizzare la crescita economica del paese; dal punto di vista dei mercati però, che tendono a voler fare previsioni a tutti i costi, questo passaggio può segnare un campanello d’allarme, come mai? Il ragionamento è semplice, se si rialzeranno i tassi si provocherà forzosamente una mini-contrazione dell’economica per mantenere sotto controllo l’inflazione, questo può essere percepito dagli operatori come una diminuzione degli utili futuri sperati, panico! In realtà nel medio periodo e se effettuata non frettolosamente risulta una scelta di politica monetaria lecita e anzi necessaria per non perdere le redini sull’andamento economico monetario del paese. I mercati infatti sono rincuorati dalla dimostrazione di intenti della Banca centrale americana che rimane comunque “non impaziente” di alzare i tassi di interesse e sembrano già aver interiorizzato questo rischio nelle valutazioni odierne di mercato. Il pericolo che vedono in molti, legato soprattutto al panico che queste decisioni possono generare, si riversa sui mercati emergenti: una piccola contrazione della più prosperosa economia mondiale (Usa) può infatti moltiplicare gli effetti sui singoli paesi emergenti che per di più hanno piccoli mercati soggetti ad alta volatilità. Non è da escludere che un effetto della globalizzazione finanziaria possa trovarsi nell’operaio indonesiano che perde il posto di lavoro dopo che una mattina la presidente della banca centrale americana decide di non mettere la parola “paziente” nel suo discorso.

(24.03.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)