Un buon momento per parlare di correlazione

Sembra indubbiamente un ottimo momento per parlare di questo utilissimo concetto matematico finanziario: la correlazione. Tralasceremo ovviamente gli aspetti matematici per parlare di come questa parola incida direttamente sull’incremento o sul decremento dei nostri risparmi.

La correlazione in parole povere altro non è che la misura di quanto i prezzi degli strumenti finanziari che osserviamo vadano nella stessa direzione; se ad esempio gli indici azionari americani salgono di un punto percentuale e parallelamente gli indici europei, il dollaro contro l’euro e, ad esempio, il rame salgono anch’essi di un punto percentuale si dice che c’è una correlazione positiva perfetta pari a uno.

Allo stesso modo quando tutti gli strumenti che osserviamo calano di valore contemporaneamente abbiamo una correlazione positiva; se due strumenti invece andassero ognuno per la sua strada osserveremmo una condizione di de-correlazione.

Quest’ultima ipotesi è utile per costruire un portafoglio ben diversificato, ovvero attenendosi al concetto spesso ripetuto di non puntare tutto su un solo “cavallo”; scegliere quindi strumenti non correlati permette di mantenere stabile il portafoglio e non soggetto alle vicissitudini di un solo comparto d’investimento.

Perché è utile parlarne ora? Perché le correlazioni cambiano! Il grado in cui sono legati, mano nella mano, i vari strumenti finanziari nel loro cammino cambia se li osserviamo in una situazione di normalità piuttosto che in una situazione di crisi finanziaria o di panico sui mercati.

In questi momenti di ansia, come le due settimane appena trascorse, le correlazioni tendono a diventare più strette e gli strumenti ad andare tutti verso la stessa direzione (in basso) distruggendo in un attimo tutte le nostre teorie sul valore della diversificazione.

Un brutto scherzo dato essenzialmente dall’immischiarsi delle emozioni umane nei mercati finanziari, il “panic selling” coinvolge tutti o quasi gli strumenti finanziari indistintamente provocando reazioni a catena simili in tutti i comparti.

Trovare strumenti o mercati de-correlati anche in questi momenti è difficile e bisogna rifugiarsi nei meno “finanziarizzati”.

(02.09.2015)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)