Guardiamo i flussi di denaro che strada prendono sui mercati

Un mese non fa un trend! Negli ultimi trenta giorni abbiamo assistito ad un fenomeno congiunto che non si verificava da tempo con questa portata. I flussi di denaro degli investitori e dei risparmiatori sono defluiti dal comparto obbligazionario per concentrarsi sui mercati azionari. La valutazione dei grandi flussi “migratori” viene considerata dagli analisti come un possibile segnale di inizio di una nuova era di cambiamento sui mercati; fino ad ora in effetti si era assistito a un costante afflusso di capitali sui mercati obbligazionari dopati dalla politica monetaria espansiva globale. In effetti tradizione vuole che quando salgono le azioni scendono i prezzi delle obbligazioni e viceversa, negli ultimi anni però i mercati hanno cancellato questo mantra, soprattutto negli Stati Uniti, vedendo crescere a braccetto entrambi gli Asset. I forti flussi a cui abbiamo assistito nascono dalla paura per un rialzo più corposo dei tassi da una parte e per la rinnovata fiducia in stimoli economici dall’altra; tutto ciò è probabilmente adeguato alla situazione attuale e in linea teorica rispecchia ciò che da tempo fatichiamo a vedere sui mercati. Si tratta infatti di una visione a medio periodo lineare che vede nella crescita economica l’approcciarsi di un periodo di rialzo dei tassi di interesse, dell’inflazione e quindi di conseguenza un calo dei mercati obbligazionari in genere. In Europa la situazione non è però così chiara e i mercati sembrano avere un andamento laterale piuttosto che uno definito al rialzo o al ribasso; tutto ciò è determinato dall’eterna indecisione politica del vecchio continente e genera un costante timore negli investitori. Vi è anche da considerare che anni addietro prima dell’ultima grande crisi il mercato Americano ha sempre anticipato di almeno sei mesi quelli Europei; i movimenti dei prezzi dei titoli Usa si rispecchiavano quindi a distanza di tempo in Europa. Sempre parlando di casa nostra dobbiamo attendere almeno il finire dell’anno per capire se le oscillazioni su azioni e obbligazioni sono determinatiedalla politica o se esiste un presupposto economico valido e duraturo.

(02.12.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)