Oro e inflazione : a che punto siamo?

Il metallo giallo è da sempre utilizzato come protezione del patrimonio contro l’inflazione; questa è una verità scritta nella pietra ma l’oro non è solo quello e soprattutto è diventato nel corso dei primi anni duemila un materiale “finanziarizzato”, etereo. L’inflazione è basicamente la svalutazione monetaria, in sua presenza chi ha un patrimonio perde perciò potere d’acquisto a parità di somme detenute. Per combattere l’inflazione il patrimonio deve rivalutarsi almeno ad un tasso pari alla stessa; storicamente le azioni sono risultate uno degli investimenti migliori per coprirsi da questo rischio, insieme ovviamente all’oro e in seconda battuta ai comparti obbligazionari. Il metallo prezioso si rivaluta anche in momenti di crisi e negli ultimi mesi pur in assenza di eventi traumatici e di inflazione sembra aver ripreso la corsa in salita. Per questo motivo ci siamo chiesti se questo movimento rappresenti solo ed unicamente un volere dei mercati finanziari o ci sia dietro qualche ragione legata alle aspettative sull’inflazione. Effettivamente negli Usa quest’ultima sembra rialzare la testa, senza fretta e senza pretese pare che l’enorme ammasso di liquidità stia dando i suoi frutti e l’oro inizi ad aver paura di un’esplosione inflazionistica improvvisa. Solitamente poi il metallo giallo anticipa il movimento delle altre materie prime che hanno iniziato bene l’anno e possono ovviamente contribuire con il loro rialzo di prezzo a creare inflazione. Consideriamo anche che praticamente la metà dei titoli di stato acquistabili dai risparmiatori ha rendimenti negativi o comunque che non si discostano molto dallo zero; questo induce gli investitori a ricercare rendimento altrove, soprattutto se temono un’improvvisa fiammata inflazionistica o una ripresa dei consumi e quindi dei prezzi. Restando nel vecchio continente abbiamo una situazione più piatta e avvertiamo con meno vigore cambiamenti che invece già stanno partendo in altre parti del mondo; non ci sono solo le paure a guidare i mercati ma anche le aspettative positive. Come dice il detto “in borsa si sale dalle scale e si scende con l’ascensore”, il cammino quindi è lento e difficoltoso.

(24.05.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)