"The Italian Job", ricerche sull'Italia dell'Euro

Una ricerca accurata sull’evoluzione dell’economia Italiana dall’introduzione dell’Euro ad oggi, una fotografia su come il nostro paese abbia affrontato un periodo turbolento schiacciata dal peso di una moneta unica che finanziariamente non era pronta a sostenere.

Il reddito reale pro capite, ovvero l’ammontare di stipendio a disposizione mediamente di ogni cittadino è calato dal 2000 ad oggi; vuol dire che a parità di potere d’acquisto del denaro siamo più poveri, non c’è stata crescita.

Il debito pubblico è leggermente aumentato ma siamo lontani dai livelli raggiunti ai tempi d’oro della svalutazione della Lira.

Un tasto dolente per il sistema produttivo italiano sono i dati che individuano un netto calo nel peso percentuale dell’export italiano quale motore economico interno. Preoccupante per un paese che ha nel “Made in italy” un valore inestimabile.

Un dato molto importante riguarda il sistema giudiziario Italiano, siamo al 156esimo posto per quanto riguarda la lunghezza dei processi; dato rilevante soprattutto perché incide negativamente sugli investimenti esteri diretti nel bel paese.

Se uniamo a tutto ciò il fatto che siamo uno dei paesi dove creare impresa costa di più e ci si scontra con un livello di corruzione inimmaginabile in una nazione “occidentale” non sembriamo navigare in buone acque.

Qualcosa si muove, è vero. Dal punto di vista del fisco l’Italia sta facendo passi da gigante e la lotta all’evasione è sempre in avanzamento.

Anche per quanto riguarda l’attrattività agli investimenti esteri il nostro paese è visto ormai a sconto rispetto ad altre realtà forse sopravvalutate e certamente i grandi investitori internazionali vedono possibilità di profitto nel coglierne le occasioni migliori.

Questo significa da un lato cedere parte delle proprie attività ed è un processo che in questi anni sta accelerando notevolmente; da un lato può essere visto come una perdita di patrimonio nazionale ma dall’altro può e deve aiutare a rilanciare l’economia e a creare sinergie ottimali per lo sviluppo economico.

(05.02.2016)

(rubrica a cura del dott. Andrea Rizzini - Consulente ed Analista Finanziario Indipendente)